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Italia : Mohammed Belhaddad: "Ho rifiutato quel lavoro e mi hanno licenziato"
Inviato da Soufiane Malhouni il 28/03/12 (1023 letture)

TORINOSe la Lafumet mi ha licenziato è proprio perché mi sono rifiutato di lavorare in quelle condizioni. L'incidente di lunedì dimostra che avevo ragione». Le parole sono di Mohammed Belhaddad, marocchino di 40 anni.



C'era anche lui ieri mattina davanti ai cancelli dello stabilimento alle porte di Villastellone. Mescolato tra i colleghi in sciopero, a contestare i vertici della fabbrica e fermare i camion che cercavano di scaricare i fusti esausti. Nell’azienda che ricicla rifiuti lavorava dal 2001 come addetto alle manutenzioni. Un'esperienza troncata all’improvviso, alcuni giorni dopo Natale.


Tre mesi fa«Era il 28 dicembre 2011 - precisa - Mi hanno chiamato in ufficio e mi hanno detto che dal mattino seguente non potevo più entrare. Mi hanno lasciato a casa, senza stipendio e con una moglie e un figlio piccolo da sfamare».


Il motivo? «Niente di personale» assicura l'azienda, che parla di dipendenti in esubero dopo la chiusura del reparto di manutenzione. Ma la storia raccontata da Mohammed è un'altra. Dice: «E' stata una scusa per liberarsi di quelli che davano fastidio. Io chiedevo solo di poter lavorare in sicurezza».


Continua: «Da tempo le manutenzioni più importanti vengono affidate a ditte esterne, ma per le operazioni di routine la fabbrica ha continuato a utilizzare i dipendenti. La mia colpa è stata quella di aver chiesto che i macchinari venissero spenti durante gli interventi, e le canaline svuotate». Lui non ha dubbi: «Con queste semplici precauzioni l'esplosione dell’altro giorno non si sarebbe verificata».


I vertici Lafumet, però, contestano la sua versione. «Verso di lui non c'è stato alcun accanimento» conferma Stefania De Pandis, responsabile dell’impianto di via Don Eugenio Bruno. Continua: «Semplicemente le sue competenze non erano più necessarie. Ci sarebbe piaciuto ricollocare l'operaio, che per altro ha sempre svolto un ottimo lavoro, ma non è stato possibile». Ora del licenziamento di Mohammed Belhaddad se ne stanno occupando i legali e la causa si annuncia lunga.


L’inchiestaLe indagini sull’incidente proseguono. Il pm Raffaele Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati l'amministratore delegato, Sergio Marchiaro. Le ipotesi di reato sono di disastro e lesioni colpose. Secondo le prime testimonianze raccolte dalla Procura sembra probabile che il primo scoppio non sia stato provocato dalle scintille di una saldatrice, ma dal malfunzionamento di una macchina per la triturazione. Le fiamme si sarebbero poi propagate lungo le canaline di scolo.


La fabbrica resta divisa. Da una parte ci sono gli operai che protestano: anche per oggi i sindacati hanno confermato altre otto ore di sciopero. Dall’altra ci sono quelli che preferiscono non smettere di lavorare. Anche loro sono preoccupati per le condizioni dei cinque colleghi feriti nell’incendio, ma difendono l'azienda. «Non è vero che qui si lavora senza sicurezza».

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